Recensione di “Nel buio della notte”, una serie Edizioni Open targata Micol Fusca

Recensione a cura di Antonino Trovato

Oggi vi presento la serie Edizioni Open dal titolo “Nel buio della notte” di Micol Fusca. Micol è una sognatrice di professione con una figlia e due gatti a carico. Nata nel 1969 in quel della Pedemontana (nel Trevigiano) ha trascorso parecchi anni della vita con la valigia in mano. Sud America (Colombia e Venezuela) e Spagna (Girona, Catalogna). In casa sua non si sa mai cosa si mangia: gazpacho? Tortilla de patatas? Arepa? Guacamole?  Riso pilaf con gamberi o pollo al curry? Pasta con zucchine e pettini di mare? Lasagne surgelate?

Legge da quando ha memoria. A un certo punto, verso i dodici anni, ha deciso di riscrivere alcune parti dei romanzi che non erano di suo gusto. Insoddisfatta ne ha scritti di suoi e li ha conservati gelosamente nel cassetto. Ha deciso di mettersi in gioco e da un paio d’anni ha ampliato i suoi orizzonti e volto lo sguardo ai concorsi, pubblicando diversi racconti di genere fantasy, horror, fantascienza.

Ma senza ulteriori indugi, eccovi la recensione: “Nel Buio della Notte, Serie giunta alla seconda stagione, mi ha coinvolto sin dal suo primissimo episodio, ove la semplicità, e grande cura per i dettagli, di questa meticolosa ed estrosa scrittrice ha saputo unire la diversità di due mondi, il reale e il fantastico, nella dimensione quotidiana di un bimbo, Nicolas, costretto a convivere con una malattia cardiaca. In questo racconto, la mostruosità del “diverso” viene infranta dall’empatica condivisione delle difficoltà e dalla giocosa complicità, il tutto accompagnato dalla maschera del mistero e della tenebrosità. Una favola moderna, una serie imperdibile per grandi e piccini.”

Estratto dalla serie:

Eccovi anche un brevissimo stralcio estrapolato dal primo episodio della seconda stagione, dal titolo “Rotto”:

«Non posso arrabbiarmi. Non posso… non voglio pensare. Non voglio stare male.» Chiuse gli occhi, trattenendo le lacrime. «Non voglio lasciare che le cose brutte raggiungano il mio cuore. I pensieri possono uccidermi, così li metto via.»

Moo studiò lo sfogo con curiosità, incerto sulla strana reazione di Nicolas. Il bambino tremava e per la prima volta il suo odore era cambiato. Puzzava di disperazione. 

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Specifiche serie:

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