Blogtour “Bestie d’Italia – volume 1”, undicesima tappa: Monica Serra e la Mala Grotta

Lupomanaio, marabbecca, munacielli. Sono solo alcune delle creature fantastiche che popolano le regioni d’Italia. Escono dai grimori, balzano fuori dai ricordi dei nonni, protagoniste di storie e leggende che per secoli si sono tramandate di bocca in bocca, incrementando la ricchezza culturale della penisola. Il progetto “Bestie d’Italia” parte da qui, dal recupero delle tradizioni folcloristiche italiane, per raccontarle a chi non le conosce, per guardare con occhi diversi il nostro territorio, pregno di storia, misteri e magia. Questo viaggio nel folclore d’Italia ci porterà in Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, sulle tracce di lupi, draghi e mostri marini. Racconti fantastici di scrittori italiani, appassionati di fantastico e folclore.

Oggi – per l’undicesima tappa del blogtour di “Bestie d’Italia” –, attraverso questa breve intervista vi voglio presentare Monica Serra e il suo racconto “La Mala Grotta”.

Tutte le tappe del blogtour “Bestie d’Italia – Volume I”.

Monica Serra è una narratrice di mondi, percorre universi fantastici districandosi tra famiglia, gatti e lavoro. I suoi racconti sono stati pubblicati in varie antologie. Tra atmosfere steampunk (Il Duca di ferro, Astro, 2016), antico Giappone (“Demone, mangia i miei sogni”, in Yōkai, spiriti inquieti, Bakemono Lab, 2017) e viaggi interstellari (Scritture Aliene – la serie, GDS, 2018), vince con i racconti fantasy “La lacrima di Inanna” e “Mi Rasna” le edizioni 2017 e 2018 del Premio Viviani. La sua antologia Lei. Storie di donne da tutti i mondi possibili (Altrimedia, 2018) sostiene la Susan G. Komen Italia (prevenzione dei tumori del seno). Per “Bestie d’Italia – volume 1” ha scritto il racconto “La Mala Grotta”.

Monica, dove è ambientato il tuo racconto? Di cosa parla?

Tutti conoscono la discarica romana di Malagrotta, se ne è parlato a lungo qualche anno fa per via del problema rifiuti della Capitale. Ma non tutti sanno che in quella zona, anche prima che vi fossero stabiliti l’impianto di smaltimento e una gigantesca raffineria di petrolio, c’era un tanfo talmente forte che si diceva fosse causato dal respiro fetido di un drago che aveva scelto il posto come suo rifugio.

Perché hai scelto di trattare questa leggenda e quali creature fantastiche conosceremo leggendo questa storia?

Facendo qualche ricerca in biblioteca per trovare l’ispirazione giusta per il racconto da inviare a NPS, mi sono imbattuta nei sonetti di Augusto Sindici, poeta di fine ‘800, che parlavano di questa storia. Secondo la vecchia leggenda, nella Mala Grotta – proprio al centro della campagna romana – si era rifugiato un terribile drago che col suo fiato puzzolente appestava tutti i dintorni. Il Papa mobilitò un’intera schiera di baroni, guidati da Raimone Anguillara, che uccisero la creatura grazie alla Spada dell’Arcangelo Michele, quello che domina Castel Sant’Angelo a Roma e al quale fu dedicato il Castello di Maccarese.

Era la trama perfetta: saltando tra passato e presente, ho raccontato la storia di una giornalista che, impegnata a scrivere un reportage sulla discarica, a un certo punto si ritrova catapultata in una situazione che mai avrebbe pensato di vivere.

Un piccolo estratto del tuo racconto?

Il buio che l’aveva inghiottita a poco a poco si ritirò, lasciando il posto a una vaga penombra. Credeva di essere precipitata al piano sottostante l’impianto di smaltimento, per cui si aspettava di ritrovarsi in un deposito o un magazzino. A ben guardare, invece, quelli che la circondavano parevano più blocchi di granito, come pareti di una grotta.

L’unica cosa che riconobbe fu il tanfo. Penetrante, denso, nauseabondo. Un misto tra uova marce e cibo andato a male, lo stesso fetore che ammorbava la discarica che le era crollata addosso. Solo che era più intenso, forse a causa dell’umidità stagnante in cui era immersa.

C’è qualche traccia musicale che consiglieresti di ascoltare come colonna sonora del racconto?

Se posso, vorrei dare ai lettori due consigli. Il primo è “musicale”: leggete il racconto ascoltando “Nothing Else Matters” dei Metallica, è stato un sottofondo perfetto per scriverlo. Il secondo è “turistico”: se capitate dalle parti di Roma, andate a visitare i territori che il Papa regalò ai nobili romani come premio per aver sconfitto il drago. Vi innamorerete di Anguillara, Bracciano e Maccarese, ne sono sicura.

Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=tAGnKpE4NCI

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